Cyberattacchi a velocità AI: perché il modello delle 72 ore va ripensato
Gli attacchi cyber orchestrati dall’intelligenza artificiale comprimono i tempi dell’intrusione fino a minuti o secondi. La finestra di notifica prevista da NIS2 e GDPR resta formalmente valida, ma rischia di perdere la funzione di risposta coordinata se l’incidente è già concluso L'articolo Cyberattacchi a velocità AI: perché il modello delle 72 ore va ripensato proviene da Agenda Digitale.